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di Andrea Staiano

La produzione del promo di Rock Economy, per il nuovo spettacolo di Adriano Celentano: una possibile ricostruzione dei fatti. 


Il dialogo è un’invenzione assolutamente fittizia, satirica, romanzata. Non ha alcun valore di cronaca, solo di intrattenimento. 

 

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REGISTA: Ti sei studiato bene il video che ti ho mandato?

ASSISTENTE: Sì dotto’ ce l’ho scaricato qui sur telefonino.

R: Sbrighiamoci e cerchiamo di fare un lavoro fatto bene.

A: Ma in pratica come deve da esse ‘sto vidio?

R: Dice che vuole un affresco epico della crisi vissuta dai giovani, il loro disincanto patinato con due simbolismi spiccioli che rendano l’idea. Noi gli prendiamo black block e punkabbestia e li sbattiamo sulla copertina di Vogue.

A: Usamo er filtro “disagio generazzionale”?

R: Quello. Tu basta che non prendi iniziativa, mi fai le riprese come nel video di riferimento e andiamo come treni.

A: Io nun me permetterebbi de inizzià gnente, dotto’, é lei er creativo. Je lo faccio paro paro sto’  vidio.

R: Ce l’abbiamo il percussionista oscuro e tribale che segna il ritmo dei tempi incalzanti?

A: Ce l’abbiamo dotto’, ma nun li sa sonà i tempi incazzati, je famo tene’ er tamburo in collo?

R: Eh, ma così ci esce fuori dal totale…

A: É piano all’ammericana, dotto’, je mettemo du’ fulmini e ‘na tempesta sullo sfonno e nissuno se n’accorge.

 

 

R: Ce l’abbiamo il cane? Il guardiano rabbioso degli istinti che non si possono placare?

A: Mah, ‘na cana l’avemo trovata dotto’, è della moje del barista all’angolo…

R: Va bene, basta paia rabbiosa.

A: Veramente sta pe’ sgrava’, je se vede la panza pregna.

R: Va bene lo stesso, tanto teniamo l’inquadratura stretta e umanizziamo la bestialità.

A: Come vole lei, dotto’, aizziamo la bestia dellà.

 

 

A: Quella pantera nun me piace dotto’.

R: Glie l’avete dato il narcotico?

A: Doppio, ma nun me fido lo stesso. Eppoi co tutti ‘sti rumeni et circenses sul set i ragazzi me diventano nervosi, dotto’.

R: Tranquillo che stavolta la produzione ci copre le spese legali. Mi hanno anche assicurato l’appoggio laterale del Vaticano.

A: Con l’appoggio lateranense è na’ botte de fero, dotto’.

R: Te l’ho detto, vai tranquillo. Dov’è l’innocenza, ce l’abbiamo l’innocenza sopita?

A: Affermativo dotto’, sempre ‘r barista c’ha mannato insieme alla cana pure er fijo. Avemo fatto l’affare.

R: Com’è questo bambino, me l’hai preso biondo e innocente come nel video?

A: Preciso dotto’, pare albino.

 

 

R: Me lo hai trovato il tatuato da inquadrare di schiena? Questa ripresa è importantissima per l’irriverenza del Rock.

A: Eccolo dotto’, come comanda.

R: Ma… Ma che m’hai preso?

A: Er tatuato dotto’, nun vede?

R: Sì ma non con tatuato CUCS e FORZA ROMA. Vabbè, trovami una cinta, un gilet, una cartucciera, qualcosa da mettergli addosso che copra ‘ste scritte.

A: Sì, dotto’… (forza la maggica).

 

 

R: Ah e già che ci sei trovami anche uno strumento medievale, una alabarda, una mazza ferrata, fai te, per la ripresa dell’urlo del tatuato che scatena la battaglia generazionale.

A: Che je famo urlà dotto’?

R: Fagli cantare un coro da stadio che tanto in slow motion e col montaggio non si capisce. 

 

A: Er capellone che se gira incazzato invece come l’inquadramo?

R: Stiamo stretti pure su di lui. Taglia l’inquadratura male però, non farla uguale all’originale, se no ci dicono che siamo accademici e pedanti.

A: Nessun problema dotto’, la tagliamo accazzo pure questa.

 

 

R: Bene, cos’abbiamo poi… ah già, la corsa inesorabile tra le macerie del nostro tempo fra lapilli, meteoriti e armageddon che mettiamo in post.

A: Questi so’ gli stivaletti dotto’.

R: Mh, non mi sembrano stivali militari alla moda che possano essere adatti alle macerie dei tempi.

A: Presi dai cinesi, dotto’, 5 euri, è’n pluzvalore de produzione! I ghirigori li tojemo in post.

 

 

R: Mi raccomando, per tutte le altre riprese della corsa riferisciti sempre all’originale così non ti sbagli mai. Falli correre, fallo sembrare reale, buttaci due petardi, un mortaretto, che così quelli si immedesimano.

A: Certo dotto’, je faccio strigne’r culo. Piuttosto me dica che je mettemo ar blacblocche sopra la bandiera. Quell’artro c’ha il logo suo co ‘ddu chiavi in croce,

R: No, ma che logo,

A: Che l’ingegner Celentano nun ce l’ha er logo?

R: Questo video mica è diretto ai giovani sul serio. Il target reale non sarebbe in grado di decodificare un “logo”, mettiamoci qualcosa di tradizionale.

A: Lo scheletro der pirata co la pecetta sull’occhio?

R: Perfetto, ma senza benda, che questo promo lo mandano al TG5 e non vogliamo colpire minoranze sensibili.

 

 

 

R: Piuttosto, abbiamo risolto su come far impennare la cavalla?

A: Dotto’ lo zingaro m’ha giurato che co du frustate quella vola. Solo che c’ha ‘n probblemuccio…

R: E cioè?

A: Eh, quanno s’impenna la cavalla “sgancia”, sur totale potrebbe da esse antiesteta…

R: Pazienza, zoommiamo pure sul dettaglio dello zoccolo della cavalla, che fa rampante.

A: Sì dotto’, che quanno poi tanto la mettemo nel totale de la corsa se pure sgancia, ce stanno i lapilli e i meteorismi…

 

 

R: Importantissima scena, il falconiere! La voglio identica ma con più animali.

A: Nessun problema dotto’, famo para pure questa, solo che, dotto’, così me se sbilancia un po’ sur compositivo.

R: Ti ho detto di non fare il creativo, qui la creatività non c’entra.

A: Comandi dotto’, la buttamo in caciara pure questa.

 

 

R: E lo stesso valga per l’esplosione finale, falli saltare tutti quanti in aria. Poi risolviamo in post.

A: Na sbraciata de morti, dotto’.

 

 

A: A dotto’ ma de nostro qui non ce mettemo gnente?

R: Beh, ci sarebbe lo shot col Bocconiano che apre la giacchetta da nostromo…

A: Ce sarebbe rimasta in magazzino la giacchetta de Capossela

 

 

R: Perfetta! Poi in post ci mettiamo il logo sopra…

A: A quello c’ho già pensato io dotto’, risparmiamo pure sur grafico.

R: Benissimo, lo hai fatto fresco e giovane?

A: Certo dotto’, ho scerto du font de sistema così non pagamo i diritti della licenza: uno grigio e austero, se chiama Copperplate, e l’artro, pe l’iniziale solo, rock e sbarazzino, se chiama Zapfino.

R: Siamo a cavallo allora. Ci rimane l’ultimo shot.

A: Che potemo copià, dotto’?  Riciclamo qualcosa dai Finley o Fabbri Fibbia?

R: No, no, qui ci vuole qualcosa di raffinato, tipo loro che camminano verso il sole dell’avvenire, come sui poster che usavano i comunisti alla festa dell’unità.

A: Quello co la fiumana de zotici e contadini?

R: Quello. Metticelo comunque un po’ di sole opaco dell’avvenire, in post…

 

 

A: A dotto’ ma in finale è sicuro che potemo copia’ così?

R: Tranquillo, ci piazzamo la formula -liberamente ispirato- e nessuno ci potrà dire niente. Poi, per qualsiasi altra cosa diciamo che è “cifra”.

A: Lei è ‘na cifra diabbolico, dotto’!

R: Eh, caro mio, tanto, qua, chi s’accorge mai di niente.

A: Ha raggione dotto’, qua nessuno s’accorge mai de’n cazzo.

 

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3 Comments

  1. Guido Ottobre 9, 2012 Reply

    ahahahah ho messo pure io l’articolo sul mio blog di questo plagio, ma il tuo è sicuramente più simpatico ed esilarante 😀

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