
di Paolo Costa
Credevamo di averle viste tutte quando l’uomo che diede i natali al Porcellum definì proprio la sua creazione “una porcata”. E invece no, l’originalissima creatività tutta italiana in quanto a sistemi elettorali si manifesta ancora una volta, ben visibile nelle trattative parlamentari di questi giorni. Tra premi di maggioranza (invenzione tutta italica) nell’attribuzione dei seggi in Parlamento, una volta assegnati al partito, l’altra volta alla coalizione, soglie da superare, collegi uninominali, doppi e tripli turni, il cittadino potrebbe forse forse confondersi, per poi magari pensare di essere stato fregato anche stavolta!
Ma non dovremo mica sperare che rimanga in vigore l’attuale Porcellum? Non arriveremo alla conclusione che forse è meglio tenerci la legge elettorale più contestata della storia repubblicana, nel timore che l’attuale composizione del Parlamento, eletto nel lontanissimo 2008, possa creare possibilmente qualcosa di peggio?
Non sappiamo come andrà a finire questa ennesima storia all’italiana, certo è che rimane sempre presente la speranza che un giorno avremo realmente chiaro come eleggiamo i nostri rappresentanti, ma soprattutto preghiamo affinché ce li facciano scegliere ancora. E allora? Che fare? Ecco, magari per sto giro stiamo fermi, evitiamo di incaricare un Parlamento non più rappresentativo di fare la riforma elettorale, incrociando le dita che a qualcuno venga in mente di fare quelle maledette, agognatissime primarie per i parlamentari.