MAGAZZINO 18 – UN DIETRO LE QUINTE

sedia

di Matteo Pelliti

Magazzino 18 (un dietro le quinte)

Arrivo a Trieste verso sera,  il teatro è ancora vuoto e accompagno Simone alle prove dell’ultima ora, il microfono, uno sparo da calibrare, l’orchestra nell’ombra, la grande macchina teatrale fatta di mestieri, dedizione, artigianato. Mille azioni e meccanismi per creare quella magia unica che andrà in scena tra poco. Nei giorni precedenti al debutto ci sono state polemiche (vedi un riassunto qui), pretestuose e un poco prosaiche, ora si aspetta che la poesia  ci porti tutti su un altro piano d’espressione. E di comunione. Cioè l’unione con una memoria da salvare, da raccontare, da ricucire come un abito che si è strappato. Simone Cristicchi questo sa fare, sa ricucire le memorie strappate e ce le restituisce come un vestito da fare nostro, da portare con noi.

Simone CristicchiSimone Cristicchi prima del debutto di Magazzino 18

Magazzino 18, che ha debuttato al Teatro Rossetti di Trieste martedì 22 ottobre, ha creato un impatto emotivo fortissimo nel pubblico, riconsegnando per la prima volta in scena la vicenda tragica, complessa e storicamente densa dell’esodo giuliano-dalmata. Non sono in grado di scrivere una vera recensione dello spettacolo, (se ne trovano in rete alcune belle e molto ben argomentate, vedi  Raffaele Iannuzzi qui, oppure Enrico Liotti qui )

Simone CristicchiUn momento delle prove, ultimi aggiustamenti prima di andare in scena

Non so scriverla una recensione perché  ho avuto la fortuna, e l’onore grande, d’essere stato coinvolto da Simone, un anno fa, nel progetto di stesura del testo dello spettacolo, da lui composto con grande equilibrio, studio e attenzione insieme a Jan Bernas. (Il mio contributo, minimo, ha riguardato soprattutto la figura dell’archivista romano Persichetti, e qualche breve sintesi di tipo poetico nel testo, qualche parola, qualche immagine sparsa qua e là).

Simone Cristicchi

Simone sistema la scrivania dell’archivista Persichetti

Un’esperienza creativa molto stimolante e umanamente unica, di grande sintonia con Simone e Jan nella corrispondenza di mesi. Ora il lavoro è andato in scena, la magia si è compiuta, le polemiche sbiadite di fronte all’arte, al canto, alla capacità di narrare non secondo una tesi preconcetta ma restituendo voce e dignità a quanti (gli esuli, gli infoibati, i rimasti…) hanno vissuto la fattualità tragica di quella storia, di quella terra. Una storia che ci riguarda, che ci interpella nelle morti del presente, nei profughi che annegano e la cui contabilità viene scritta su una memoria di sabbia. C’è un momento di Magazzino 18, tra i tanti di grande commozione, in cui Simone prende in braccio il corpo di una bambina morta nella strage di Vergarolla. (vedo foto).

Per me, in quel momento, Simone prende in braccio una nazione intera, la nostra, nazione dalla memoria bambina e dall’identità ancora in costruzione. Il teatro, il musical civile proposto con genialità da Antonio Calenda (regista dello spettacolo) e da Simone ha questa capacità unica: crea degli scarti, tra un prima e un dopo, e arriva là dove non arriva la saggistica, la polemica di bassa politica, la storiografia ufficiale, le oscillazioni della pubblica opinione dalla memoria cortissima. Ora il racconto dell’esodo degli italiani dall’Istria, dopo Magazzino 18, non sarà mai più lo stesso perché viene riconsegnato a tutti noi. Perché contro ogni negazionismo, di qualsiasi “colore”, passato e futuro, questo abbiamo:  l’arte, la poesia, la cultura, e non le leggi. Grazie Simone, e al prossimo viaggio insieme.

Simone CristicchiSimone Cristicchi, a pochi minuti dal debutto di Magazzino 18

 

Teatro Rossetti,  Trieste,  ancora in scena:
GIO 24 ottobre – h.20.30
VEN 25 ottobre – h.20.30
SAB 26 ottobre – h.20.30
DOM 27 ottobre – h.16.00

Calendario delle date in Italia e all’estero

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