Giuliano Ferrara by Andrea Staiano

di Roberto Morelli

Giuliano Ferrara, indomito collezionista di disastri, idolatra del potere, sgangherato surfista di un Italia che non è mai riuscita – e mai riuscirà – a guardarsi allo specchio ed essere onesta con sé stessa (almeno intellettualmente). Sulla carriera di Giuliano Ferrara si potrebbe tranquillamente scrivere un romanzo, o magari, tra qualche anno, una di quelle modeste e raffazzonate ‘fiction’ della tv nostrana; andrebbe più che bene, in fondo. In effetti, a dirla tutta, perché sto parlando di Giuliano Ferrara? Semplice: nel suo essere un ‘master vivente’ sulla malafede e la manipolazione dei mezzi di informazione mi incuriosisce, mi conturba, soprattutto mi diverte. L’ultima colpo di genio: ridere in pubblica piazza di Sarkozy, reo di aver sbeffeggiato niente meno che l’Italia e gli italiani. E allora sì, vai così, ridiamogli dietro a questo nano (francese)… Alt: è così che è andata? Ecco, perché con Giuliano Ferrara è questo il punto, anzi la domanda, da porsi sempre: è così che è andata? No, non è andata così; come al solito, con Guliano. La domanda fatta alla Merkel e a Sarkozy era infatti su Berlusconi. Le risate, anche quelle, per lui soltanto. Ma ecco scattare prontamente la trita e ritrita tecnica – è sempre la stessa, da anni, anche se ancora oggi c’è chi finge di non capire – di quello che chiamo “giulianoferrarismo informativo”. In due parole si può riassumere così:

  • Prendi un fatto, vero
  • Distorcilo in malafede, secondo gli usi del potere che stai servendo (in quel momento)
  • Montaci su una gazzarra mediatica confusionaria e rumorosa il più possibile (solo sui media)

Nel caso di studio sopracitato fai appello a un inesistente spirito italiano ferito (proprio lui che, da ex Lotta continua, del sentirsi italiani è sicuramente esperto), butta lì il solito revanscismo infantile in salsa tricolore (per cui non importa riflettere su difetti e critiche, l’importante è poterli rinfacciare a propria volta a chi le muove), aggiungi infine il solito, triste, teatrino di piazza con 100 comparse (di cui 99 giornalisti sfaccendati, più Giuliano Ferrara). Ferrara d’altronde è un habitué della tecnica, e quando parte in quinta (quinta, beh, si fa per dire!) il nostro raffinato spin doctor barbuto non lascia nulla al caso e, almeno in questo, Giuliano Ferrara è sempre stato e sarà sempre Giuliano Ferrara. Come dimenticare ad esempio la campagna elettorale del suo movimento ‘Aborto: no grazie’ (culminata con un fenomenale 0,37% di voti)? Con lui che, nel goffo tentativo di diventare lo zampone destro di Benedetto XVI, non riesce proprio a resistere alla tentazione di prendere un dramma vero (l’aborto) e ridurlo a una barzelletta.

Memorabile in tal senso fu quando il nostro, volendo come al solito pisciare fuori dal vaso, confessò d’esser affetto addirittura dalla ‘Sindrome di Klinefelter’. Dopo qualche giorno, quando ormai gli era passata l’infatuazione per il suono della parola ‘Klinefelter’, e dopo aver scoperto che tra i sintomi della malattia c’è la sterilità e il ritardo mentale, lo stesso procedeva alla solita sommessa, barbina, veloce, retromarcia. O quando l’anno successivo, non pago, cucinò la stessa minestrina mediatica basata sull’equivoco e la malafede (o proprio su alcune grossolane balle) per Eluana Englaro: con il nostro che, diventato nel frattempo medico papalino per corrispondenza, voleva – in nome della vita, sia ben chiaro! – infilare dell’acqua minerale nelle sonde nasogastriche che la tenevano (artificialmente) in vita. Ora, per un puro atto di pietà verso me stesso e voialtri (questo, sì, autentico), è meglio chiuderla qua. Vi lascio quindi al sondaggio che mi piace sottoporre spesso ad amici e parenti: se l’Italia fosse un paese normale, e Giuliano Ferrara fosse quindi il fattorino della pizzeria da asporto del vostro quartiere, quale pizza preferireste?

Margherita rossa eversiva poi fintamente redenta

Capricciosa disastro elettorale  (su richiesta con aggiunta di Mugello)

4 stagioni sconfitte in prime time

Via ai commenti!

Commenti

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3 Comments

  1. Ruggero dicembre 21, 2011 Reply

    Giorgio Gaber cantava: “…certe facce, che a vederle fanno schifo”. Ferrara, dal mio punto di vista, è sempre stata una di quelle facce.

  2. Nara dicembre 31, 2011 Reply

    Grandioso Roberto, ma anche l’amico mio che su fb ha immediatamente tolto l’amicizia ad un amico comune appena questi ha postato un giudizio possibilista su Giuliano Ferrara.

    • Author
      Roberto gennaio 1, 2012 Reply

      Grazie.
      Sul tuo amico: al giorno d’oggi, essere talebani, è più rivoluzionario che mai (e genera uno straniamento divertentissimo in chi subisce l’atto)

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